Tuesday, June 21, 2005

Rediviva

Non mi ci vedo proprio nella blogger scatenata.
È che ho troppe cose da fare, molto più interessanti che scrivere un blog, soprattutto un blog scarno scarno e po'rino come il mio, ché mi scoccia pure persino pensare di potere dargli un tocco di originalità.
Molto più interessanti... (???)
E poi stiamo entrando nella fase funerea: abbandono e trasloco. Abbandono di casa, solo quello, per carità. PEr altri tipi di abbandoni, mi sembra prematuro. Almeno da parte mia. Credo anche da parte altrui.
L'abbandono da Prato mi stringe il cuore, chi l'avrebbe mai detto? Per una città così pallida e noiosa. Ma placida, e silente, e verde dalle colline piene di alberi (che alberi saranno? sarebbe stato meglio che dire "alberi").
Cosa c'è di meglio che avere una tana in una città così, per una che chiede solo di diventare vecchia in santa pace.
E poi magari di tanto in tanto prendere un qualsiasi mezzo di trasporto e farsi un periodo n'importe où.
E poi ritornare a Prato, a Prato, a Prato.

Friday, May 13, 2005

Allora, ricapitoliamo:
1° cliente: non riceve una mia fattura di febbraio...ne riceve un'altra di marzo ma non me la paga ad aprile, perché nel frattempo ad aprile ri-riceve da me quella di febbraio e quindi deve pagare prima quella di febbraio, ma poiché l'ha ricevuta ad aprile me la pagherà a fine maggio...e quella di marzo (che è anche più corposa)? Boh...
Nel frattempo ho un'altra fattura ancora ancora più corposa che sto per emettere.
2° cliente: lavoro di febbraio (sally la porca, per intenderci) mai pagato perché DIMENTICATO, nonostante la persona in charge abbia ricevuto il mio consuntivo a marzo -- prova ne sia che un altro lavoro è stato messo in pagamento e questo no. Affinché la mia meschina e afflitta e ormai squattrinata cronica persona possa usufruire di questo credito mi viene detto molto carinamente per telefono che dovrei recarmi IO nei loro uffici per trasportare un fantomatico "cartellino" da un piano all'altro...per me possono stare freschi, non pago 60 euro di treno più due ore e passa del mio prezioso tempo su quattro autobus da casa mia a Monteverde per fare quello che dovrebbero far loro...la telefonata si è chiusa con un po' di acredine, naturalmente.
Ah, quanto poi al secondo lavoro, proprio un'ora fa sono andata alla posta a ritirare l'assicurata. Naturalmente, non la trovano.
3° cliente: Soprintendenza ai BBAACC...e ho detto tutto. Meno male che ho un'erede legittima.
4° cliente: di solito buoni pagatori, se la stanno minando a duecentocinquanta mani per inviarmi un cazzo di nuovo TA, che sta per Translation Agreemtent, dopo avermi avvertita che il precedente non è più valido perché hanno dovuto cambiare job number. Sto facendo "i filini" (leggi: ragnatele) messa qui ad aspettare.

Total due: oltre 4600 euro.
Scoperto in banca: 640 euro.

Viaggio a Lourdes (or Fatima or wherever there's some Madonna): imminente.

Thursday, May 12, 2005

'ao

It's just a dark night e io sono qui a menarmela con il computer, la sacra famiglia dormiente (e anche discretamente russante).
La mente intorpidita dal troppo poco daffare intellettivo (lavoro zero, o meglio, lavoro sì ma pagato da fame + due palle = fanculo) e dal molto daffare manuale (figlia a casa, qualche virtuosa attività domestica, un pizzico di giardinaggio).
Siamo ancora a Prato e ci resteremo almeno fino alla fine dell'anno.
Detto così sa di sentenza, invece non mi dispiace affatto, anche se a quanto pare dovremo traslocare al piano di sopra, con tutto ciò che comporta: addio lavastoviglie, fine del terrazzino, convivenza forzata, ecc. ecc. ecc. Non mi dilungo sui disagi.

In tutto questo, non riesco a ficcarmi in testa che devo mettermi a dieta, altrimenti recupero del tutto quei miseri tre chiletti che sono riuscita a perdere non so neanch'io come, e torno con quella bella panza e mi riscompare il girovita.

Vanna mi ha scritto un'email proponendomi un lavoro -- ci crederò quando mi vedrò mandare il testo -- e mi ha anche detto che ha il marito disoccupato. Il che di questi tempi non è poco. Oddio, loro non se la passano proprio male, però è un bel colpetto, trovarsi senza un cazzo da fare a 50 anni.

Me ne vo a letto. Che tristezza.

Tuesday, May 10, 2005

Riflessioni su NYC

Sono ritornata.
Avrei voluto bloggare da quelle parti, ma non era molto fattibile: uscivamo la mattina per tornare il pomeriggio o la sera e non sarebbe stato proprio edificante mettersi davanti al computer per cercare di mettere insieme quattro parole. Meglio passare il resto della giornata a fare altro, francamente.
Sono stati dieci giorni molto intensi e pieni di belle cose da vedere. Dentro di me avevo immagini di Edith Warton, Taxi Driver -- in pratica Scorsese. Ma si sa, io sono fatta così: o libri o film, e la realtà pura passa attraverso di loro.
Il Met, il MoMA, il Guggenheim...che delusione, ti aspetti questa spirale liscia e specchiata, quasi dovesse essere di acciaio piuttosto che di cemento, e la trovi disuniforme, addirittura quasi un po' scabra, con quelle patacche di consolidamento di un altro colore, e l'arripizzamento ti sembra un sacrilegio. E sì che di annetti ormai ne ha parecchi, come volevi che fosse? Se anche Falling Water sta cadendo a pezzi...
A Ground Zero si respira un'aria di morte. Ma è tutto così stonato, la francamente eccessiva povertà del "tributo", in termini materiali -- quattro tabelloni scarni, in attesa della costruzione di un permanent memorial -- fa a botte con l'orribile ovvietà della retorica americana, e a chi la guerra l'ha avuta "in casa" più di una volta sola (penso a mia madre a Trieste, immagino i parenti di Mark a Hong Kong). onestamente tutta questa prosopopea appare leggermente irritante. Definire 9/11 come "the Day the World Changed" mi fa incazzare come una bestia. Sì, il mondo sarà cambiato, ma solo per loro. Loro, che la guerra l'hanno sempre esportata altrove, che parlano di poveri civili inermi. Cazzo, hanno sempre questo candore disarmante, quello che succede a loro deve per forza fare colpo, quello che succede in altri paesi non gli è mai interessato più di tanto.
Ma se vai a Battery Park e ti trovi faccia a faccia con la "Sphere" che stava nella World Trade Center plaza ti rendi conto della tragedia vera.

Saturday, April 30, 2005

Sono a New York e una volta tanto non preferirei essere altrove.
Sono anche parecchio phased out per via del viaggio allucinante che abbiamo fatto, il jetlag e il mal di gola che non mi abbandona.
Forse l'unica cosa che non va -- cacchio la tastiera del computer di Simon e' americana, mi tocca fare cose turche che odio fare e stare li' tre ore a cercare il tasto giusto -- e' il tempo piovoso, sebbene non molto freddo. Ieri c'e' stato un po' di sole ed e' stato bello passeggiare lungo il fiume. Abbiamo fatto colazione in questo posto vicino casa di Simon, io con questa fetta di cheesecake che avrebbe fatto resuscitare i morti, ed e' strano sentire le voci delle persone intorno parlare di Sicilia e magari di quanto desiderano andarci mentre io sicula mi trovo a New York...
Fare turismo da diporto con una figlia appresso ti restringe di molto gli orizzonti ma su questo non hai niente da fare -- molto da ridire, piuttosto.
Simon e Mark sono usciti a fare una passeggiata. Io sono rimasta a casa un po' per non lasciare Chiara sola un po' per non sfidare la sorte e non dare a questo mal di gola altre opportunita'. Mark si e' incazzato perche' mi sono messa a letto alle 6 e fino alle 10 non ho fatto che sonnecchiare, con lui che ogni tanto veniva a rompere i coglioni dicendomi alternativamente "adesso alzati", "almeno mettiti il pigiama", e altre cose che non ricordo.
Io so solo che un viaggio in America che doveva essere una passeggiata, se confrontato con le ventiquattrore di martirio dell'Australia, si e' rivelato una via crucis per via delle ore di ritardo accumulate, delle relative coincidenze andate in malora, dell'indigeribile "Philly cheesesteak" che ho avuto la felice idea di ingurgitare mentre eravamo all'aeroporto di Philadelphia in attesa dell'aereo che ci avrebbe portato a NYC -- anche lui con la sua ora e mezza di ritardo, naturalmente.
New York da quel poco che ho visto e' bellissima, si respira un'aria meravigliosa -- metaforicamente s'intende, dato il traffico bestiale. Noi ci troviamo nell'Upper East Side.