Wednesday, March 21, 2007

IUTO

Minchia lavoro. Minchia lavoro. Non ce la faccio più, sono esaurita. Domani, anzi oggi, sarò supercotta.
Adesso basta, BASTA, BASTA!!!
Stakanov non ti dà la medaglia, imbecille!
Ma dopo l'infezione da guinness dei primati che ti ha fatto diventare un incrocio fra Totò e Don Vito Corleone, la febbre a 39, l'amoxicillina antistreptococco sparata per una settimana, ma vuoi proprio morire?
Buonanotte

Friday, March 02, 2007

Da "vecchi" si diventa così

Non sono mai stata un'amante delle folle, ma adesso sfioro la misantropia cronica.
Mi fa specie vedere come i miei colleghi (?) si arrabattano a definire il nostro mestiere...che se fosse stato facile non saremmo qui a scotennarci per un albo/un tariffario/un'abilitazione o similia. Leggo certi post sul forum (un certo forum, un certo sito) e mi viene da vomitare, giuro, letteralmente. C'è quella fresca fresca di università (o di scuola interprete, che è ancora peggio) che si chiede come fare a trovare lavoro, e lo chiede, esitante e intimorita, a queste grandi menti che hanno addirittura tradotto il sito in pseudo-italiano (spettacolare il "diventa un membro", ma niente male anche altre cosette, come "specializzato nell'area"). I Risposta? Datti da fare, amore bello, come ci siamo dati da fare noi, fai gavetta, lecca il culo (mi sembra che dal modo in cui ti porgi su questo versante ci sai già fare), sputtana la professione (?), non capirci un tubo, traduci di merda, spara cazzate. Hai la "passione" per le lingue? Ti passerà presto.
C'è quella che chiede aiuto perché ha tanto lavoro che non ce la fa più da sola, che predica bene e poi si scopre che razzola male (io manco sparata lavorerei a 2 cent, grandissima stronza), che dice di lavorare anche verso l'inglese (tanto se non lo fa lei lo fanno altri... - bella giustificazione davvero - specie dopo avere letto i suoi parti linguistici nella lingua d'Albione, tipo: I'm writing for informing you..., aaargh!) Non c'è che dire: bella faccia tosta.
C'è quella che di mestiere fa la dentista, ma siccome - cazzi suoi - sembra che abbia tanto altro tempo da dedicare a un altro lavoro, fa anche la traduttrice. E mi blatera di registri e di non so cos'altro...come se io adesso potessi mettermi a blaterare con lei di amalgami e manipoli e altre stronzate...ma dico, siamo matti??? E da brava pivella trasuda awe quando arriva al suo cospetto quella che traduce i copioni dei telefilm...e te li raccomdando, quelli: potrei scriverci un libro con le minchiate che ho sentito tradurre nei vari CSI (gas per gas), Medium (Assemblea di stato per State Assembly), ecc. ecc. Lo so che certe volte hanno solo i copioni e non possono vedere un cazzo: ma cristosanto!
E non voglio mettermi qui a parlare del "translation contest" perché altrimenti vado davvero sul pesante!

Thursday, November 16, 2006

...

Naturalmente mi vengono solo quando non li devo scrivere, i titoli. Titoli belli, pregnanti, che per me vogliono dire tutto e magari non dicono niente. Cercherò di farne una bella lista, così non me li dimenticherò.
Mi sento un po' confusa. Non passerà. Anzi, non può che peggiorare.
Mi sento molto fragile. Non passerà.
Forse mi farebbe bene una "vacanza". Oggi l'idea è stata fugacemente accennata, con scarso feedback dall'altra sponda. Sponda lontanissima, che vedo ormai con il cannocchiale. Sponda che si allontana alla velocità inesorabile di una placca tettonica, poco prima di un terremoto dalle dimensioni apocalittiche.
Io mi ricordo ancora benissimo chi e cosa mi hanno fatto arrivare qui, ma adesso è un po' difficile rendermene conto (eufemismo):|
Abbiamo tutti e due le nostre belle colpe, e perché nasconderci/le dietro a un dito?
Sarà, ma più vado avanti in questa specie di analisi più mi sento nascere dentro una sensazione di rottura di coglioni...
La vacanza mi farebbe davvero bene. Mi aiuterebbe a capire se voglio davvero restare qui o mandare tutto all'aria. Però a questo punto mi porterei dietro la bambina, perché nelle mani sue non la lascio.
Ma in fondo resterò qui per lei. A costruirmi il bozzolo che mi ripara dal male, come del resto avevo fatto prima, ho fatto sempre e sempre farò. Trovando un equilibrio che non è equilibrio.
Oh, ma sono stanca.
In fondo una non è poi così bestia a ritenersi fortunata, se dai un'occhiata in giro. Ma resta il fatto che
- (ho trovato il titolo, cazzo) -
gratti gratti e trovi che sei di un'infelicità abissale. Ma proprio peggio di così non si può. Un senso di malessere che ti spezza. Un senso di incazzamento, di "perché proprio io?", di inutilità, di solitudine. Di rifiuto. Di rimorso. Non pensavo che sarebbe finita così. Mi avessero dato tre, quattro scenari, non avrei scelto sicuramente questo. Be', ben mi sta, non si dice così? Non è così che va a finire?

Life, liberty and the pursuit of happiness

Monday, November 06, 2006

Voglio proprio vedere...

...come andrà a finire.
In fin dei conti non ho proprio tempo da perdere a scrivermi un blog.
C'è chi potrebbe avere tempo da perdere a leggerlo.
Adesso però ho sonno e vado a letto.

Wednesday, January 04, 2006

muru muru cu spitale

Ora, non vorrei trasformare questo nel più ipocondriaco blog al mondo, ma sta di fatto che la sottoscritta si sente proprio una merda. A Londra, puttana eva, ho resistito solo fino alla mattina del 25 per poi sprofondare in uno di quei raffreddori apocalittici, slowly but surely (surely? mica tanto, sembrava che avessi la malaria piuttosto). Con letargia talpigna che mi ha fatto andare a letto per due sere di seguito alle nove - convinta che mi sarei alzata di lì a poco, invece sono andata avanti per tutta la nottata. Beh, almeno ho recuperato un po' di sonno arretrato. Nel frattempo nevicava e faceva un freddo becco.
Adesso, dopo circa settantasei ore di pimpanza, mi risento tutta aches & pains, aspetto solo che il caldo dell'Australia mi curi, ma se non mi riprendo sono da spitale.
Il mio apparato gastrointestinale accetta ormai solo un bicchiere uno di vino e non ammette deroghe né mescolanze alcoliche varie. La vecchiaia, suppongo.

Ammettiamolo, siamo barbogi. Siamo lì a commentare le future scelte universitarie di una pimpante diciassettenne diplomata a pieni voti, e io cerco di ricordarmi come reagivo alle stesse cose (un classico era: ma sembri molto più giovane...e in commissione quei quattro invidiosi mi presero in giro perché dovevo fare gli esami delle medie)
Boh.